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Il carattere del paziente influisce sul successo delle terapie parodontali

2 min di letturaParodontologia

Il carattere del paziente influisce sul successo delle terapie parodontali

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani coordinati da Carlo Bertoldi, professore associato di Parodontologia presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, recentemente pubblicato dalla rivista Acta Odontologica Scandinavia, ha dimostrato che, anche in parodontologia, i tratti della personalità del paziente possono influire sul risultato delle terapie.

Da questo studio è emerso che avere un carattere positivo ma allo stesso tempo realistico potrebbe proteggere la salute parodontale; al contrario, tratti della personalità che portano a un ripiegamento su se stessi e a faticare nel cogliere la complessità dell’ambiente esterno e del proprio mondo interiore, possono ridurre l’efficacia della terapia parodontale.

Questa ricerca ha inoltre evidenziato ancora una volta che l’essere umano non è un’isola e non è costituito da compartimenti stagni: l’organismo nella sua interezza è interconnesso e, attraverso la personalità, interrelato con l’ambiente che lo circonda.

La personalità, a differenza degli stati d’animo come ansia, depressione, ecc., caratterizza il paziente prima e dopo la terapia e non solamente durante la fase terapeutica attiva. Esso influenza quindi anche la situazione del paziente nel momento in cui si presenta al parodontologo e come il paziente sarà dopo che la fase “attiva” della terapia parodontale sarà terminata, per lasciare il posto alla necessaria e successiva fase di supporto, costituita dai controlli e gli eventuali richiami terapeutici.

Secondo Bertoldi è importante che il parodontologo sia consapevole del fatto che determinati tipi di personalità costituiscono uno svantaggio nel controllo clinico della salute parodontale. Tale svantaggio deve essere riconosciuto e ovviato personalizzando la terapia e avvalendosi di un ausilio psicologico professionale che, mediante l’attuazione di opportuni percorsi comportamentali, sia in grado di garantire il successo della terapia parodontale.

La nostra bocca ci “assomiglia” e in tal senso la terapia parodontale non può essere unica e uguale per tutti, ma va adattata caso per caso, senza mai perdere di vista la visione dell’essere umano nella sua interezza fisica e psichica e nel suo rapporto con l’ambiente che lo circonda.

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